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ASD E IL TERZO SETTORE

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La Riforma del Terzo Settore prevede, l’organizzazione e la gestione delle attività sportive dilettantistiche tra le attività di interesse generale che gli Enti del Terzo Settore e le Imprese Sociali potranno esercitare per il perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.

Per le associazioni e le società sportive dilettantistiche non vi è l’obbligo di iscrizione al RUNTS, pertanto, sulla base di alcune verifiche potranno liberamente scegliere se diventare Enti del Terzo Settore o continuare a beneficiare delle agevolazioni previste dalla normativa vigente.

L’iscrizione al RUNTS per le suddette categorie ha soprattutto conseguenze dal punto di vista fiscale.

  • Rinuncia al regime agevolato previsto per la Legge 398/91;
  • Rinuncia alla decomercializzazione dei corrispettivi specifici disposta dall’art. 148 del T.U.I.R., che consente di considerare non imponibili le quote versate dai soci e dai tesserati per la partecipazione alle attività sportive;

In merito al primo punto si segnala che il CTS prevede che gli ETS possono beneficiare di un regime forfettario del reddito d’impresa applicando all’ammontare dei ricavi di natura commerciale i seguenti coefficienti di redditività:

  • Attività prestazioni di servizi:
  • Ricavi fino a 130.000 euro, coefficienti di redditività 7%;
  • Ricavi oltre 300.000 euro, coefficienti di redditività 10%;
  • Altre attività:
  • Ricavi fino a 130.000 euro, coefficienti di redditività 5%;
  • Ricavi fino da 130.001 euro, coefficienti di redditività 7%;
  • Ricavi oltre 300.000 euro, coefficienti di redditività 14%

Inquadramento compensi sportivi

Attualmente i compensi sportivi sono regolamentati dall’art. 67 del T.U.I.R., secondo il quale i compensi fino a € 10.000 non sono imponibili. Qualora l’asd/ssd volesse iscriversi al RUNTS avrebbe due possibilità:

  • Inquadrare i collaboratori sportivi come volontari, in questo caso non sarà possibile erogare compensi, né rimborsi forfettari ma solo rimborsi spesa puntualmente documentati e avrà l’obbligo di assicurare tutti i volontari che avranno aderito all’associazione;
  • Inquadrare i collaboratori sportivi come lavoratori dipendenti, che avranno un trattamento economico così come previsto dai contratti collettivi nazionali.

E’ evidente che l’inquadramento attualmente previsto dall’art. 67 T.U.I.R. è sicuramente più vantaggioso rispetto a quanto previsto dal CTS poiché non comporta alcun aggravio di costi in termini di contributi e costi del personale che di fatto metterebbero in difficoltà la maggior parte delle asd/ssd presenti nel territorio nazionale.

Badate bene… la valutazione dell’iscrizione, tuttavia, dovrà essere fatta quest’anno in quanto la recente Riforma dello Sport, la cui attuazione è stata prorogata al 2022, ha stravolto il rapporto di lavoro sportivo che potrà costituirsi nella sola forma di lavoratore subordinato, autonomo o prestazione occasionale.

                                                                                                                      Dott.ssa Marta Scalia

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